Comunicati stampa

Ricercatori Ingegneria e Safe partecipano alla campagna di rilievi nel bosco Capillo a S. Paolo Albanese

POTENZA, 4 AGOSTO 2021 - L’Università della Basilicata - con la Scuola di Ingegneria e la Scuola di Scienze Agrarie, Forestali ed Ambientali - ha partecipato alla campagna di rilievi nel bosco "Capillo" di San Paolo Albanese (Potenza), ai confini del Parco Nazionale del Pollino: si tratta di un bosco di farnetto - specie quercina endemica di grande interesse naturalistico - interessato da circa 20 anni da estesi fenomeni di declino delle piante. L’approccio innovativo e multidisciplinare ha coinvolto ricercatori provenienti da tutta Italia, con l'utilizzo di strumenti di misura in situ, droni e sistemi satellitari, per raccogliere informazioni dettagliate sullo stato di salute del bosco: “Le condizioni climatiche ottimali ci hanno consentito di lavorare attivamente sul campo - ha detto il Prof. Ripullone, docente della Scuola di Scienze Agrarie dell'Unibas, e coordinatore, con il Prof. Guido Masiello (Unibas - Scuola di Ingegneria) della campagna di misura - e di poter studiare e valutare le condizioni di stress idrico della vegetazione”. Le attività sono previste nell’ambito del progetto PON OT4CLIMA (Sviluppo di tecnologie innovative di Osservazione della Terra per lo studio del Cambiamento climatico e dei suoi impatti su Ambiente e territorio), finanziato dal Ministero della Ricerca nell’ambito del Programma Nazionale della Ricerca, Ricerca&Innovazione 2014-2020 e coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Sul campo sono stati rilevati a livello fogliare una serie di parametri eco-fisiologici: contenuto di clorofille, fluorescenza della clorofilla e scambi gassosi, riflettanza spettrale delle foglie; è stato inoltre monitorato il potenziale idrico fogliare durante tutto l’arco della giornata, al fine di evidenziare il livello di stress raggiunto dalle piante. “I parametri eco-fisiologici raccolti consentiranno di validare e calibrare gli indici vegetazionali innovativi, ricavabili da osservazioni satellitari, progettati e sviluppati nell’ambito del progetto - ha evidenziato il Dr. Nicola Pergola, Dirigente di Ricerca del CNR, Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale (IMAA) e responsabile scientifico del progetto - e di poter così migliorare il monitoraggio da remoto delle aree forestali caratterizzate da stress legati ai cambiamenti climatici”. I rilievi da drone, ha spiegato il Dr. Pietro Tizzani, Ricercatore del CNR, Istituto per il rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (IREA), “ci consentiranno di poter valutare come le condizioni morfologiche del suolo possano influenzare la risposta della vegetazione alla condizioni di stress climatico”. L'obiettivo dei ricercatori è di comprendere i fattori di stress che stanno mettendo in pericolo la sopravvivenza dei nostri boschi. I risultati attesi mirano proprio a potenziare le attuali strategie di monitoraggio e salvaguardia delle aree forestali mediterranee, interessate negli ultimi anni da diffusi fenomeni di deperimento e mortalità. Solo un approccio integrato di questo tipo può dare le informazioni, accurate e di dettaglio, necessarie per poter intervenire in modo mirato e tempestivo e “salvare” questi importanti sistemi forestali. Alla campagna, per il CNR, hanno partecipato anche l’Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale, l’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri, l’Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo, l’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente e l’Istituto Nazionale di Ottica e l'Istituto per la BioEconomia.