Convegno "Le roi et ses langues. Communication et impérialité"

 IMPERIALITER. Le gouvernement et la gloire de l’Empire à l’échelle des royaumes chrétiens (XIIe-XVIIe siècles)

Il progetto pluriennale Imperialiter ha come capofila una università francese e una italiana: è coordinato da Fulvio Delle Donne e Francesco Panarelli (Univ. della Basilicata) e da Annick Peters-Coustot e Yann Lignereux (Univ. de Nantes). Si avvale, tuttavia, del supporto scientifico ed economico di molti istituti di ricerca e università internazionali: innanzitutto l’École Française de Rome, la Casa de Velazquez (Madrid), il Laboratoire de médiévistique occidentale de Paris (LaMOP), ma ancora molti altri.

Presentazione generale del progetto internazionale
La storia degli imperi sta godendo di una notevole rinascita di interesse. D’altra parte, la questione dell’“imperialità”, vale a dire l’approccio dell’Impero come orizzonte di possibili costruzioni politiche medievali e moderne, non ha beneficiato di un’indagine complessiva, mentre il successo dell’ideologia imperiale, al di là degli imperi ricreati o sopravvissuti, è misurabile col metro di giudizio della elaborazione ideologica imperiale nelle istituzioni politiche non imperiali, come i regni (Francia, Sicilia, Inghilterra, Castiglia), ma anche le città-stato d’Italia (Venezia, Ducato di Milano) e lo Stato Pontificio. Il programma di Imperialiter mira a condurre un’analisi esauriente degli “pseudoimperi” cristiani nel Medioevo e dell’età moderna.

Presentazione del convegno del 24-26 ottobre 2018, Madrid (ES)
Le roi et ses langues. Communication et impérialité
Il quarto degli incontri del programma sarà incentrato su Il Sovrano e le sue lingue: comunicazione e imperialità. La questione linguistica appare infatti come determinante, rivelatrice e costitutiva di una realtà imperiale dei regni. Il nostro approccio comprende questioni giuridiche (leggi che possono essere promulgate in diverse lingue, ma per quali usi e utenti?), culturali (biblioteche di corte, traduzioni), politica interna (atti sovrani in più lingue) e linguaggio diplomatico. Verrà anche considerata la possibile distribuzione funzionale delle lingue, la distinzione tra la lingua del potere e la lingua pragmatica (quella dell’organizzazione amministrativa) e la caratterizzazione di certe lingue come “imperiali”.

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