Volti del ‘900 lucano. Opere dalla Collezione Capaldo

 La mostra, che si è inaugurata il 29 dicembre 2018 presso il Museo di Palazzo Lanfranchi a Matera, presenta una selezione di dipinti appartenenti alla collezione di Nunziante Capaldo, scrittore e cultore d’arte originario di Lagonegro. Capaldo, pur avendo dovuto allontanarsi dalla sua regione per motivi di lavoro, ha mantenuto con essa un legame costante anche attraverso la sua attività collezionistica, che lo ha portato a mettere insieme una consistente raccolta di opere pittoriche realizzate fra il XVIII e il XX secolo, diverse delle quali prodotte da artisti lucani di nascita o d’adozione.
Con questa mostra si è inteso offrire al pubblico uno spaccato della collezione circoscritto all’ambito del Novecento e ad artisti di origini lucane, o che hanno trascorso in Basilicata un periodo significativo della loro vita, lasciandone traccia nella cultura locale.
Gli artisti scelti sono Vincenzo Busciolano (Napoli 1851-1926 c.), Angelo Brando (Maratea 1878-Napoli 1955), Cesare Colasuonno (Irsina 1887-Napoli 1973), Emilio Notte (Ceglie Messapica 1891 – Napoli 1982), Carlo Levi (Torino 1902-Roma 1975), Giuseppe Antonello Leone (Pratola Serra 1917-Napoli 2016) e Luigi Guerricchio (Matera 1932-1996).
Attraverso le opere esposte la mostra consente di cogliere, in estrema sintesi, l’evoluzione dell’arte meridionale e italiana lungo i cruciali primi decenni del XX secolo, nel passaggio da forme ancora legate al naturalismo di matrice ottocentesca - che ha avuto esempi illustri nella scuola pittorica napoletana, cui anche molti artisti lucani hanno fatto capo - a linguaggi più moderni d’impronta avanguardistica.
L’esposizione è completata da pannelli con testi informativi e da un catalogo-brochure contenente riproduzioni delle opere esposte e testi della curatrice Mariadelaide Cuozzo, docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi della Basilicata.
L’iniziativa è sostenuta dal Comune di Matera, promossa dal Polo Museale Regionale della Basilicata in collaborazione con l’Associazione culturale “A castagna ra critica” e patrocinata dall’Università degli Studi della Basilicata.

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