Presentazione del volume "Immaginari Migratori"

Giovedì 26 settembre 2019,ore 16.00 Matera, Campus universitario, via Lanera

La vita sulla Terra non si può concepire senza il movimento. Il Pianeta Migrante è un modo peculiare di abitare-il-mondo, una forma di vita radicata e diffusa, che si svolge non solo e non tanto secondo logiche emergenziali, di risposta a bisogni primari più o meno impellenti, di fuga da realtà insostenibili, ma secondo modelli simbolici densi, seguendo elaborazioni e stili di pensiero sofisticati e non riducibili a catene lineari di tipo causa-effetto.
Il Pianeta Migrante è una forma di vita culturalmente evoluta. Di là dalle necessità di sopravvivenza che comunque non si possono ignorare, essa dà conto delle pratiche sociali, dei significati e delle logiche simboliche che stanno alla base, definiscono e qualificano la mobilità, inglobando l'insieme delle condizioni geografiche, delle tradizioni storiche, dei modelli sociali, delle componenti economiche, delle conoscenze tecniche e pratiche, delle credenze religiose, degli immaginari, delle istituzioni normative ed organizzative, delle strutture mediali che ispirano il progetto migratorio, ne informano l'esecuzione, ne organizzano la narrazione. Componente strategica di questa cultura della migrazione, di là dalle spinte materiali, è l'immaginario migratorio, la scena di rappresentazione individuale e collettiva dell'atto del migrare. Il migrante raccontato in questo libro si muove sulle ali del suo immaginario che flotta in base agli stimoli e ai saperi della cultura migratoria che ne nutre pensieri e azioni. È una persona che non fugge da un pericolo imminente, da un rischio troppo forte, dai colpi ripetuti di piccole e grandi emergenze. Al contrario, prende liberamente la decisione di mettersi in movimento. E non lo fa per "un motivo"; tanto meno se questo si riduce a un aggettivo, sia pur di sintetica potenza come "economico". Il migrante volontario mette in campo pratiche sociali complesse e risponde a sollecitazioni plurali. La sua "ragione" non è né unica, né definita. Essa deve confrontarsi sempre con altre ragioni, tessendo tele i cui fili hanno carattere razionale non meno che emotivo. Di riflesso, le sue geografie non sono mappe di spostamenti, ma spazi di vita, topografie né puntuali né sequenziali, ma puramente e semplicemente esistenziali. Angelo Turco, professore ordinario di Geografia Umana, è Presidente della Fondazione Università IULM di Milano. Studia il processo di territorializzazione privilegiando i profili configurativi e ontologici della territorialità. È uno specialista della geografia africana. Tra i suoi ultimi libri: Geografie politiche d'Africa. Trame, spazi, narrazioni (2015). Nel quadro della riflessione IULM sulle Culture della valutazione ha curato, tra il 2017 e il 2018, i tre volumi sulla ricerca, sulla didattica e sul public engagement. Laye Camara, PhD, geografo, è specialista di sviluppo e sostenibilità, e consulente internazionale nei progetti di cooperazione (Unione Europea, FAO, Banca mondiale). Ricercatore presso l'Università IULM di Milano, dove insegna "Sviluppo locale e beni comuni" e "Formazione e gestione dei valori territoriali", la sua ricerca, svolta in collaborazione con Fondazione Università IULM e diverse università italiane e africane, si concentra attualmente sulle migrazioni.

(Testo a cura degli organizzatori)

Documenti

Scarica "Locandina"