Accoglienza delle matricole: il saluto del Rettore

 

Cari studenti

Gli impegni precedentemente presi, e che non ho potuto rimandare, mi impediscono di essere con voi in questo giorno che segna l'inizio del vostro anno da matricole, e del vostro percorso universitario. Me ne scuso, ma volevo comunque mandarvi un saluto, e un breve messaggio. Perché questo è, ne sono convinto, un giorno che, nel prossimo futuro, spero possiate ricordare con affetto quando - con il tocco, la toga e la vostra preziosa pergamena in mano - vi ritroverete a pensare all'inizio della vostra avventura.

Perché quella che inizia oggi è una meravigliosa avventura, che vi auguro di vivere in pieno, giorno dopo giorno. Perché i banchi dell'università non siano solo il posto su cui leggere libri e dispense. E le aule non dovranno essere solo il luogo in cui ascoltare i docenti, o sostenere gli esami. I professori, i ricercatori e il personale amministrativo sono impegnati, giorno dopo giorno, a far sì che questa università sia la vostra casa, il posto in cui potrete crescere e maturare. Non solo il mezzo per ottenere un titolo, ma il veicolo per diventare uomini e donne in grado di prendere in mano la società in cui vivrete.

Questa università si impegna quotidianamente per darvi i migliori insegnamenti, una didattica di eccellenza, e laboratori funzionanti. Perché il nostro primo obiettivo è di permettervi di diventare i migliori professionisti del futuro. Questa è la prima "mission". Ma non l'unica. Noi lavoriamo, e siamo al vostro servizio, affinché la vostra università sia anche uno spazio culturale, sportivo, di socializzazione e di crescita umana e interiore. Per questo motivo sosteniamo le associazioni studentesche, e ci auguriamo che anche voi, presto, possiate farne parte. Nelle associazioni troverete nuovi amici, e nuovi stimoli per organizzare attività e progetti che, così come l'impegno nei vostri esami, vi potranno servire domani come prezioso bagaglio di esperienze. E a tutte le associazioni, accanto agli auguri di un buon anno accademico, va il nostro appello a fare sempre di più e sempre meglio, a proporre e stimolare non solo gli studenti, ma anche tutto il corpo universitario.

Uguale importanza hanno i gruppi sportivi, uno dei gioielli del nostro Ateneo, che hanno programmi e attività validi ed entusiasmanti, di cui potete e dovete far parte, perché vi offrono un allenamento che, senza scomodare ormai usurati motti latini, vi aiuterà a studiare. E voglio ringraziare poi chi si occupa dei più deboli e degli studenti che partono con qualche svantaggio. Ogni studente è prezioso, e ogni studente va aiutato e portato all'eccellenza nei modi e nei tempi che occorrono individualmente. Voglio ricordare le aule con tutte le tecnologie per gli studenti disabili, i progetti costruiti pezzo dopo pezzo per creare pari tra pari, e il "giardino della speranza", uno dei nostri fiori all'occhiello. E voglio quindi dare il giusto merito ai tanti volontari.

Ma voglio anche rivolgere un pensiero anche a chi, per realizzare i suoi sogni di domani, oggi fa profondi sacrifici economici in un tempo non facile. A queste famiglie e a questi nostri figli va il primo pensiero. E i nostri sforzi sono diretti a dare una mano e un contributo a chi suda per diventare qualcuno. I nostri uffici preparano i bandi per le borse di studio, e ogni strumento di agevolazione. Perché il nostro Ateneo cerca in ogni modo di pesare il meno possibile sul budget che i vostri genitori hanno scommesso per darvi un florido domani. Non è facile, bisogna ammetterlo. Questo tempo di crisi non ci aiuta. I tagli imposti all'università in questi anni sono stati pesanti e continui. E la "spending review" è stato il nostro incubo ricorrente, perché non ha migliorato il nostro modo di impegnare i fondi, ma li ha semplicemente annullati. Ma dalla Regione è venuto un aiuto importante, con finanziamenti considerevoli per i prossimi dieci anni. E ogni singolo euro che riusciamo a risparmiare andrà all'eccellenza di questa università, per offrirvi la didattica migliore, senza aumentare le tasse. Questa è oggi la nostra prima sfida. Per questo a tutto il personale dell'Università della Basilicata va il mio personale, e profondo, ringraziamento.

Senza dilungarmi oltre, il messaggio che voglio affidarvi è in sintesi questo: sfruttate in pieno ogni momento che trascorrerete nell'Ateneo. Vivete la vita universitaria, seguite i corsi, frequentate i laboratori, le associazioni e, quando vi capita, siate anche da stimolo per il miglioramento di tutti. Perché questa, da oggi, è la vostra Università, e la vostra scommessa sul futuro. Non sprecatela, ma vivetela a fondo. E noi saremo accanto a voi passo dopo passo.

Buon anno accademico, in bocca al lupo.