Comunicati stampa

Le osservazioni di Marte "catturate" dal telescopio spaziale James Webb - anche l'Unibas alla presentazione

https://blogs.nasa.gov/webb/2022/09/19/mars-is-mighty-in-first-webb-observations-of-red-planet/https://www.youtube.com/watch?v=i-Uu33Fbp7I

 

https://blogs.nasa.gov/webb/2022/09/19/mars-is-mighty-in-first-webb-observations-of-red-planet/

 

Il telescopio spaziale James Webb ha compiuto, tra il 5 e il 7 settembre, le prime osservazioni di Marte. Si tratta di osservazioni preziosissime perché mostrano con occhi nuovi il "Pianeta Rosso". Nel dettaglio, sono state catturate sia immagini del disco del pianeta con lo strumento NIRcam, sia spettri infrarossi con lo strumento NIRspec su diversi punti del disco. Questi risultati sono stati mostrati per la prima volta nel corso di una conferenza stampa all'European Planetary Science Conference (EPSC), cui ha preso parte il Dr. Giuliano Liuzzi, ricercatore a tempo determinato presso la Scuola di Ingegneria, in qualità di membro del team che si occupa delle osservazioni di Marte con il James Webb. Ottenere queste immagini e questi dati non è stato semplice: il JWST era stato concettualizzato per studiare oggetti molto deboli e lontani, come pianeti esterni del sistema solare o galassie lontane. Osservare Marte, che è vicino, brillante e si muove velocemente in cielo, ha invece richiesto una attenta pianificazione, scegliendo la slit più appropriata e specifici sampling modes. In particolare, l'immagine estesa del disco planetario (visibile nel link) mostra il pianeta alla lunghezza d'onda di 4.3 micron. Lì è presente un forte assorbimento da parte della CO2, il maggior costituente dell'atmosfera di Marte. Un'immagine come questa ci consente di visualizzare, su larga scala, le masse d'aria del pianeta e la sua emissione termica: le zone più brillanti corrispondono a quelle più calde. E' stato presentato anche il primo spettro del pianeta acquisito da JWST (visibile nel link). Sono visibili le note bande di assorbimento della CO2, CO e vapore acqueo. "Nelle prossime settimane, insieme al team di STScI e al team del Mars GTO, ci concentreremo sullo studio degli spettri, cercando di calibrare i dati e comprenderne a fondo la loro potenzialità. Lavoreremo molto per identificare la presenza di molecole organiche in atmosfera. Studieremo e mapperemo l’HCl, che é stato recentemente scoperto nell’atmosfera marziana dagli spettrometri a bordo della missione ExoMars, e proveremo a cercare il metano, la cui presenza è da lungo dibattuta nella comunità scientifica. Nel complesso, i dati di James Webb saranno molto importanti per complementare le numerose osservazioni da parte delle missioni spaziali, e saranno una straordinaria fonte di dati per moltissimi anni".