Comunicati stampa

Dall'Unibas ricerca sugli estratti dal legno termicamente modificato per prodotti tanto inaspettati quanto innovativi

Potenza, 12 dicembre 2022 - Da una ricerca pubblicata su "Biomedicine & Pharmacotherapy", alla quale hanno partecipato Maurizio D’Auria (DiS), Marisabel Mecca (Dis) e Luigi Todaro (SAFE), ricercatori dell’Università della Basilicata, in collaborazione con ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), Roma, dell’Università di Urbino Carlo Bo, dell’UniCamillus-Saint Camillus International University of Health Sciences, Roma, dell’Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica, CNR, Palermo, del Department of Pharmacy and Biotechnology, Food Chemistry and Nutraceutical Lab, Alma Mater Studiorum-University of Bologna, del Department of Specialistic, Diagnostic and Experimental Medicine (DIMES), University of Bologna, S. Orsola-Malpighi University Hospital, Alma Mater Studiorum-University of Bologna e del Department of Biomedicine, Neuroscience and Advanced Diagnostic, University of Palermo, è stato osservato l'effetto antivirale degli estratti del legno di Paulownia tomentosa contro SARS-CoV-2 poiché questi sono in grado di agire sia come antivirale, che come cito-agente protettivo in vitro. Si tratta di un risultato considerevole che evidenzia come la sinergia tra le varie competenze presenti all’interno del nostro Ateneo può condurre a ricerche scientifiche di estrema rilevanza. Da anni, il gruppo di ricerca, operante presso la nostra Università, si occupa di modifiche termiche del legno e di estrattivi ricavabili da esso; numerose sono state le pubblicazioni scientifiche su prestigiose riviste internazionali. Nelle recenti sperimentazioni sono stati condotti studi sul legno di cerro, roverella, castagno, pioppo, ontano, cedro, pino ed anche materiale proveniente da fruttiferi a fine ciclo (pesco albicocco e arancio). Gli estrattivi, metaboliti secondari, possano essere ottenuti da tutte le specie legnose. Studi innovativi e ricerche, condotte in tempi recenti, hanno evidenziato che dal legno termicamente modificato, oltre al cambiamento di molte delle sue caratteristiche prestazionali (resistenza, durabilità, stabilità dimensionale, ecc), possono essere estratti composti con caratteristiche chimiche maggiormente efficaci ed per svariati usi. I sistemi di estrazione sono molteplici e dipendono dalle caratteristiche chimiche dei composti che si vogliono estrarre; a tale scopo possono essere impiegati diversi solventi e/o semplici tecniche estrattive. Molti composti non strutturali estratti dal legno rappresentano, in ogni caso, prodotti naturali di grande interesse dal punto di vista chimico, sia come molecole nuove, che come precursori di altre molecole altrimenti prodotte dall’industria. Tale interesse si estende a diversi settori produttivi industriali (adesivi, vernici, farmaceutico e nutraceutico, alimentare, ecc). L’estrazione dei composti è ancora a livello sperimentale in questo campo, ma il settore è molto promettente grazie alla possibilità di sostituire prodotti di sintesi e inserirsi in un redditizio circuito industriale dando valore anche agli scarti ligno-cellulosici altrimenti destinati ad essere considerati scarti o bruciati per la sola, seppur importante, energia termica.

Per maggiori informazioni: https://doi.org/10.1016/j.biopha.2022.114083