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RAPPORTO ALMALAUREA 2026: L’UNIVERSITÀ DELLA BASILICATA SI CONFERMA MOTORE DI FORMAZIONE, INCLUSIONE E SVILUPPO DEL TERRITORIO

RAPPORTO ALMALAUREA 2026: L’UNIVERSITÀ DELLA BASILICATA SI CONFERMA MOTORE DI FORMAZIONE, INCLUSIONE E SVILUPPO DEL TERRITORIO

All’interno del XXVIII Rapporto su Laurea e occupazione, realizzato dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea nel 2026, i dati che riguardano l’Università degli Studi della Basilicata confermano che l’Ateneo è in grado di preparare adeguatamente i propri studenti per il mondo del lavoro, grazie al rapporto privilegiato e diretto tra docenti e studenti, a una solida offerta formativa e a un ambiente dotato di aule e infrastrutture congrue, che rendono l’esperienza universitaria del tutto positiva.

Superiori al valore medio nazionale gli indicatori relativi al voto di laurea, alla percentuale di laureate e laureati provenienti da fuori regione – che dimostra una buona attrattività dell’Ateneo – al grado di soddisfazione dei laureati di secondo livello per il percorso svolto, ai rapporti con i docenti e con i colleghi studenti, all’organizzazione degli esami, all’esperienza e al sostenimento degli esami all’estero, alle infrastrutture messe a disposizione dell’Ateneo, allo svolgimento di tirocinii curricolari, all’efficacia del titolo di studio. Restano lievemente al di sotto dei valori nazionali, ma in linea con quelli del Mezzogiorno, le percentuali relative a occupazione e retribuzione.


PERCORSI DI LAUREA*


Il XXVIII Rapporto di AlmaLaurea sui Percorsi di laurea ha analizzato le performance formative di circa 335.000 laureati di 81 università nel 2025. In particolare, si tratta di quasi 195.000 mila laureati di primo livello, circa 107.000 mila dei percorsi magistrali biennali e 33.000 a ciclo unico.

I laureati nel 2025 dell'Università della Basilicata interessati dall’indagine sono 759, di cui 400 di primo livello, 172 magistrali biennali e 187 a ciclo unico.

In Basilicata, in una percentuale pari quasi all’80%, i laureati sono i primi della propria famiglia (DN 64%), il 19,3% ha un genitore laureato (DN 34,7%); solo il 7,1% ha entrambi i genitori laureati (DN 14,2%).

I laureati Unibas provengono per il 35% da famiglie comprese nella classe del lavoro esecutivo (DN 23,3%) e per il 23,5% nella classe del lavoro impiegatizio che, invece, su scala nazionale, con il 30,5%, è quella di provenienza prevalente. Solo per il 14% appartengono alla classe sociale più elevata (DN 22,4%).

Per quanto riguarda il background formativo: il 69% dei laureati è in possesso di un diploma di tipo liceale (DN 71,5%), il 25% tecnico e la restante parte professionale o estero. Merita di essere evidenziata la capacità di Unibas di attrarre studenti da fuori regione: 25% (DN 24%).

Si tratta di elementi rilevanti, sia perché testimoniano il ruolo di “ascensore sociale” svolto dall’Ateneo lucano, sia perché la stessa indagine AlmaLaurea sottolinea come il contesto sociale di origine influisca sulla velocità e regolarità del percorso formativo.

In linea con tali considerazioni, il 50,5% dei laureati (DN 28,8%) ha usufruito di borse di studio erogate dall'Azienda regionale per il diritto allo studio (ARDSU).

L’età media alla laurea è di 27,5 anni (DN 26,3 anni), un dato su cui incide anche il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario (non tutti i diplomati si immatricolano subito dopo il diploma) e concludono il corso di laurea nei tempi previsti nel 44% dei casi (DN 60,4%).

Il voto medio di laurea, 103,3, è superiore al DN, pari a 102,8, pur con voto medio di diploma di 82,2/100, inferiore al DN di 84,3/100.

La percentuale di laureati che ha svolto tirocinii curriculari o di lavoro riconosciuti dal proprio corso di studi è del 66%, superiore al DN del 61%, mentre è ancora inferiore (7%) al DN (11%), la propensione a compiere un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea, nonostante l’Ateneo abbia una copertura di borse di studio pari al 100% delle richieste. Positivo, tuttavia, il fatto che l’88% dei laureati (DN 80,2%), durante la permanenza all’estero abbia sostenuto almeno un esame, convalidato al rientro in Italia.

Molto alta – in linea e per lo più superiore alla media nazionale – è la percentuale, prossima al 90% (DN 89%), di coloro che esprimono soddisfazione per l’esperienza universitaria in Unibas.

Più nel dettaglio: il 90% (DN 88%) è soddisfatto del rapporto con il corpo docente, il 91% dei rapporti con i colleghi studenti (DN 90%), oltre l’87% è soddisfatto delle attività didattiche (DN 84,5%), l’81% (DN 83%) ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso, l’83% considera positivamente l’organizzazione degli esami (DN 82%), il 90% (DN 81%) giudica le aule adeguate. Infine, il 71,4% dei laureati (DN 72,1%) sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo.

ESITI OCCUPAZIONALI DELLA LAUREA


La XXVIII Indagine AlmaLaurea sugli esiti occupazionali della laurea, svolta nel 2025, ha coinvolto quasi 700 mila laureati di primo e secondo livello, di 81 atenei aderenti ad AlmaLaurea e ha riguardato complessivamente 1.665 laureati dell'Università della Basilicata.

Il 70,5% dei laureati di primo livello Unibas, dopo il conseguimento del titolo, si è iscritto ad un corso di laurea di secondo livello. Considerando solo quelli che, dopo il titolo, non si sono mai iscritti ad un nuovo corso di laurea (26,6%), il tasso di occupazione, a un anno dal titolo, è del 61%.

Svolgono per lo più professioni tecniche nell’ambito dei servizi (81% circa) e hanno contratti a tempo determinato (36% circa), indeterminato (25%), l’11% ca svolge attività in proprio (DN 10%) mentre, su scala nazionale, sono più frequenti i contratti alle dipendenze e a tempo indeterminato (DN 40,2 %).

La retribuzione è, in media, di 1212 euro mensili netti (DN 1491 euro); il differenziale negativo che caratterizza larga parte del Mezzogiorno è, in molti casi, influenzato da quello del costo della vita.

Sono stati presi in esame, inoltre, l’efficacia del titolo, che combina la richiesta della laurea per l’esercizio del lavoro svolto e l’utilizzo, nel lavoro, delle competenze apprese all’università. Il 48% degli occupati considera il titolo molto efficace o efficace per il lavoro svolto (DN 60%); il 48% degli occupati, in linea con il DN, dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.

La situazione è di gran lunga migliore per i laureati di secondo livello contattati a un anno dal titolo.

Il tasso di occupazione è del 76% (DN 81%). Svolgono per quasi l’80% professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione. Il contratto di lavoro è per lo più a tempo determinato (si tratta del 42,5%, DN 28,7 %), nel settore pubblico 49% e 49% privato.

La retribuzione è, in media, di 1.419 euro mensili netti (DN 1495 euro).

L’84% circa degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo (DN 67% circa); il 72% circa dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi.

Numeri ancor più positivi si rilevano per i laureati Unibas di secondo livello contattati a cinque anni dal titolo.

Il tasso di occupazione è cresciuto significativamente al 92% (DN 94%). L’85% svolge professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione e per il 54% è assunto a tempo indeterminato. Il 52 % lavora nel settore pubblico; il 45% nel privato; il 2% nel non-profit. L’ambito dei servizi assorbe il 79% circa, mentre l’industria accoglie il 17% circa degli occupati; 4% circa la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

Le retribuzioni arrivano in media a 1711 euro mensili netti (DN 1903 euro).

Particolarmente significativa la percentuale degli occupati, pari all’88%, che ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro svolto (DN 75%); inoltre, il 76% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.

I dati Almalaurea mostrano, inoltre, che i laureati della Basilicata restano per oltre il 75% a lavorare al SUD e il 55% è occupato nella regione sede dell’Ateneo.

DICHIARAZIONE del MAGNIFICO RETTORE

dell’Università degli Studi della Basilicata

prof. Ignazio M. Mancini

Soddisfatto il Magnifico Rettore, Ignazio M. Mancini: “Da questi dati emergono diversi elementi interessanti, che danno un senso profondo al nostro lavoro. Si evidenzia chiaramente come questo Ateneo – con la tassazione contenuta, le numerose agevolazioni e borse di studio (ne usufruiscono oltre il 50% dei nostri laureati) – svolga la fondamentale funzione di garantire il diritto allo studio a tanti studenti e studentesse meritevoli, che pur partendo da condizioni non particolarmente favorevoli, con riguardo al contesto socio economico di provenienza, hanno l’opportunità di poter accedere agli studi universitari e completarli con successo.

Emerge con altrettanta evidenza come l’Università su questo territorio funzioni da “ascensore sociale”, offrendo preziose opportunità, favorendo coesione sociale e sviluppo economico: ricordo che i nostri laureati, l’80% dei quali sono i primi delle loro famiglie, arrivano a svolgere in quasi il 90% dei casi professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione.

Non solo: l’Università genera occupazione, opportunità di lavoro per il Mezzogiorno, contrastando così spopolamento e calo demografico: vale la pena sottolineare che oltre il 75% dei nostri laureati è occupato al Sud e per il 55% in Basilicata. Un dato rilevante che si contrappone all’idea, purtroppo diffusa, che studiare nel Mezzogiorno obblighi, in seguito, a cercare lavoro al Nord.

Infine, le percentuali estremamente positive di soddisfazione per l’esperienza universitaria e, in particolare, quella di molto superiore al dato nazionale, per l’efficacia del titolo di laurea in riferimento al lavoro svolto, nonché il tasso di occupazione a 5 anni dal conseguimento del titolo magistrale, che si avvicina moltissimo al dato nazionale, confermano che la qualità della formazione che offriamo è del tutto congrua e in linea con gli standard nazionali.

Naturalmente, da parte nostra, devono continuare e, se possibile, essere ancor più potenziate le azioni per far crescere l’Ateneo e consolidare sempre più i rapporti con il territorio, per garantire ai nostri studenti e alle nostre studentesse un percorso formativo serio e competitivo, maggiori e migliori opportunità di lavoro, servizi e infrastrutture adeguate, in un ambiente accogliente, in cui la persona sia sempre al centro”.

* Da qui in avanti, con la sigla DN, si indica il “dato nazionale”.

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