Potentia, la storia del bolide da 219 Km con 1 litro di benzina
LINK con foto e video (riprese e camera car) della Shell Eco Marathon:
IN ALLEGATO (link in fondo al testo): comunicato stampa, scheda tecnica, intervista completa
“Potentia”, la storia del bolide da 219 Km con 1 litro di benzina, ideato dall’Unibas Racing Team e testato in Olanda, alla Shell Eco Marathon Europe
Ottiene un piazzamento storico con la pilota Maria Teresa Scelzo
Il prototipo si chiama “Potentia”, pesa meno di 50 chili e monta il motore di un decespugliatore modificato, ma è in grado di percorrere ben 219 km con un litro di benzina: lo ha realizzato l’Unibas Racing Team, un gruppo di studenti di Ingegneria Meccanica dell'Università della Basilicata.
Il team per il quinto anno consecutivo si è impegnato in un progetto per massimizzare l'efficienza energetica di un prototipo e minimizzare le emissioni di Co2, portando poi il “bolide” sulla pista della "Shell Eco Marathon Europe" che si è svolta a Rotterdam. “Potentia”, su circa 200 team provenienti dagli atenei di tutto il mondo, nel 2014 ha ottenuto uno storico piazzamento: il prototipo ha percorso 16 chilometri a una media di 25 km orari, consumando solo 72,5 ml di carburante, “piazzando” il veicolo lucano al 34° posto. La squadra, coordinata dal docente Enrico Nino e dal team manager Michele Nardozza, ha avuto la sua “punta di diamante” nel pilota che ha compiuto l’impresa sull’asfalto olandese, Maria Teresa Scelzo, studentessa 24enne al secondo anno del corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica.
IL PILOTA - "Una ragazza impiastricciata di grasso di motore!?". A chi le chiede cosa l’ha spinta cinque anni fa a compiere questa scelta, risponde: “La passione per lo studio di tutto ciò che è scienza applicata, la curiosità di capire i fenomeni che regolano la natura e la tecnologia, e la determinazione di intraprendere una sfida per sfatare obsoleti luoghi comuni”. Donne al volante? Sì, ma senza proseguire il banale proverbio: “Vivevo l'esperienza nuova alla guida del prototipo – racconta Maria Teresa – e riecheggiavano nella mia mente le parole del professore, ‘divertiti e vai piano’, sentivo le urla d’incoraggiamento dei miei amici a bordo pista, immaginavo i loro volti speranzosi, sentivo l'adrenalina del divertimento caratteristico del mio ruolo che molti di loro avrebbero voluto avere e la responsabilità di condurre ‘Potentia’ alla fine dei dieci giri”.
“Siamo riuscite nell'intento solo l'ultimo giorno”, ricorda, e “quando mi hanno detto che stavo percorrendo l'ultimo giro credo di essermi commossa, ridevo, ascoltavo le loro urla e vi univo le mie. Arrivate ai box ad aspettarci c'era l'Unibas Racing Team al completo, in festa, avevamo vinto: 219 Km con un litro di benzina è il nostro primo e importantissimo risultato”.
Scienza applicata alla vita quotidiana, quindi, e anche al “contrasto” ai luoghi comuni. “Credo – conclude la pilota - che a Rotterdam questo mito sia superato da anni, lì dove in pista a sfidarci eravamo quasi nella totalità ragazze, causa il nostro fisico esile e minuto coadiuvato dalla particolare e pungente alchimia che si crea nella sfida tra donne. Per quanto riguarda invece il detto ‘donne al volante..’ sono quindi la persona meno adatta a smentirlo, soprattutto dopo aver visto i video della gara. Facezie a parte, rivedersi o meno in questi e simili simpatici luoghi comuni, dipende dalle inclinazioni di ognuna: tutti conosciamo un’impeccabile motociclista o un perfetto ‘casalingo disperato’”.
Per i ragazzi dell’Unibas Racing Team, quindi, la Shell Eco Marathon rappresenta molto più di una gara da vincere: è una grande opportunità di crescita, è la possibilità di mettere in pratica le conoscenze acquisite durante gli anni universitari, di cimentarsi con un mestiere che si accingono a conquistare e fare loro.
IL PROTOTIPO - Monta il motore di un decespugliatore 35cc, modificato con l'installazione d’iniezione diretta del combustibile in camera di combustione, senza valvola a farfalla e con accensione elettronica. La trazione è posteriore. L’elettronica è affidata a una centralina che controlla anche il sistema di accelerazione e l’attivazione dei numerosi sistemi di sicurezza presenti sul veicolo. La scocca è interamente in fibra di carbonio, materiale utilizzato anche in Formula uno per la sua grande leggerezza e allo stesso tempo resistenza. Tre sono le ruote su cui poggia il telaio, due anteriori e una posteriore. Senza pilota l’intera struttura non raggiunge i 50 kg grazie ai materiali altamente tecnologici (struttura in Honeycomb). La trasmissione è a catena ed è innescata da una frizione centrifuga. La stabilità è affidata all’efficace aerodinamicità della scocca, al sistema di sterzata ideato e a una particolare forcella montata al posteriore. Numerosissimi sono i test, le prove, le idee approvate e scartate, e numerosissimi sono ancora i componenti montati sul prototipo, ma ciò che più preme sottolineare è che ogni singola parte è stata ideata e realizzata da noi e dai membri del team precedente, grazie alla supervisione e preziosa collaborazione del professor Enrico Nino, e grazie agli strumenti presenti nel Laboratorio di Fisica tecnica dell’Università degli Studi della Basilicata, luogo in cui è nato l’intero progetto.
I COMPONENTI DEL TEAM - Enrico Nino, Nardozza Michele, Ferrara Nicola, Tomaccio Pasquale Fabio, Pergola Marcello, Evangelista Giuseppe, Giordano Andrea, Figliuolo Antonio, Tolve Federica, Scelzo Maria Teresa, Molinari Marco, Tramutola Alessandro, Carlucci Rocco, Petrone Francesco, Orlando Michele, Cataldo Rocco Lopardo, Moscaritolo Giuseppe, Corleto Luigi, Guadagno Michele, Xeila Casais Senorans, Samuel Alvarez Rodrìguez.