Zygmunt Bauman con gli studenti dell'Unibas
Il sociologo Bauman con gli studenti dell'Unibas
Sabato 18 aprile, dalle ore 10 alle ore 13 - Auditorium ‘R.Gervasio’, piazza del Sedile, Matera
Il sociologo Zygmunt Bauman ha incontrato gli studenti dell'Università della Basilicata a Matera, sabato 18 aprile, nel corso dell’incontro "Modernità liquida, educare nel tempo della globalizzazione", nell’Auditorium “R.Gervasio”, in piazza del Sedile, organizzato dall’Unibas, (corso di laurea magistrale in Scienze della formazione primaria), con il patrocinio e la collaborazione di Matera 2019.
Dopo i saluti della Rettrice Università della Basilicata, Aurelia Sole, del sindaco di Matera, Salvatore Adduce, e dei direttori del Dipartimento di Scienze Umane e del Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo, Paolo Augusto Masullo e Ferdinando Mirizzi, è intervenuta Barbara Wojciechowska Bianco, membro dell’Accadémie de France, che ha “aperto” lo spazio di conversazione tra Bauman e il pubblico, con domande sulle sue recenti riflessioni sociologiche e politiche. I lavori sono stati moderati da Claudio De Luca, coordinatore del corso di laurea magistrale in Scienze della formazione primaria. L'incontro è stato trasmesso anche in streaming, sul sito di Matera 2019, www.matera-basilicata2019.it: - con commenti su Twitter (hashtag #Bauman@Matera).
"La presenza di Bauman nel nostro corso di laurea in Scienze della formazione primaria testimonia - ha spiegato De Luca - la centralità di questo filosofo-sociologo anche in rapporto alle tematiche educative. Probabilmente, l’unica possibilità di migliorare la liquidità della società locale e globale è proprio quella dell’educazione, una educazione alla solidarietà e al rispetto reciproco che può dare speranza. Bauman è un importante testimone del nostro tempo e spinge il nostro Ateneo, proprio partendo dal corso di laurea in Scienze della formazione primaria, a confrontarsi con la cultura internazionale più significativa".
INTERVENTO DELLA RETTRICE DELL'UNIBAS, AURELIA SOLE
"Siamo particolarmente orgogliosi di ospitare nella nostra università Zygmunt Bauman. Siamo particolarmente grati a chi ha fatto sì che questo accadesse, e si è speso per organizzarlo, quindi ringrazio la prof. Barbara Wojciechowska Bianco. La nostra università dovrà essere sempre di più teatro di eventi di questo tipo. L’incontro di oggi costituisce un occasione straordinariamente significativa per noi, per me, poiché proprio in relazione allo stato della società contemporanea che viviamo quotidianamente, con tutte le sue ansie, le sue difficoltà, le sue incertezze - insomma quello stato descritto così profondamente dal prof. Baumann -, abbiamo bisogno di punti di riferimento per non essere trascinati dalla deriva di un tempo senza forma. Proprio il pensiero di Baumann, che ci accompagna attraverso i suoi bellissimi libri, costituisce uno dei riferimenti più certi e sicuri del nostro tempo. Siamo qui per ascoltare uno dei massimi pensatori del nostro tempo, ascoltiamo con attenzione e gratitudine ogni sua parola. Cari studenti approfittate di questa occasione. Mi fermo qui perché non voglio rubare spazio alla relazione e soprattutto perché vorrei dare tutto il tempo possibile a voi studenti per dialogare con il nostro straordinario ospite. Grazie prof. Baumann di esser qui".
BIOGRAFIA BAUMAN
Zygmunt Bauman (nato il 19 Novembre 1925 a Poznan in Polonia) è uno dei più eminenti sociologi del nostro tempo. Egli è particolarmente noto per il concetto di “Modernità liquida” e per la sua riflessione sulla relazione tra l’individuo e la globalizzazione. Nato da genitori ebrei polacchi non praticanti, nel 1939, quando la Polonia fu invasa dai nazisti, si arruolò nell’esercito polacco controllato dai sovietici e prese parte alle battaglie di Kolberg e Berlino meritandosi una decorazione di guerra. Dal 1945 al 1953 fu militare nell’unità interna di sicurezza per contrastare i ribelli nazionalisti ucraini e l’esercito polacco. Fece parte, quindi, dei servizi segreti con un ruolo, secondo una intervista rilasciata al “Guardian”, secondario. In quello stesso periodo studia sociologia a Varsavia sotto la guida di Stanislaw Ossowsky e Julian Hochfeld e rifiuta le tendenze sioniste del padre. E’ assistente presso l’università di Varsavia fino al 1968.
Durante un soggiorno di studio alla London School of Economics sotto la guida di Robert Mc Kenzie, prepara uno studio nel 1959, tradotto nel 1972 in inglese, sul movimento operaio britannico. Nel 1964 pubblica il testo Sociologia della vita quotidiana, che lo rende famoso in Polonia. E’ influenzato dal pensiero di Antonio Gramsci e di Georg Simmel e subentra alla cattedra di Julian Hochfeld che era diventato nel frattempo vice direttore del Dipartimento di Scienze sociali dell’Unesco. In seguito a una campagna antisemita condotta dal partito comunista polacco è costretto ad emigrare prima a Tel Aviv e poi, dagli anni ’70, si stabilisce a Leeds nella cui Università ottiene la cattedra di Sociologia ed è professore emerito dal 1990. Ha sempre avuto un rapporto polemico con lo stato di Israele per la sua politica sionista e di chiusura al dialogo con il mondo arabo. Ha sposato la scrittrice Janina Lewinson, morta nel 2009, da cui ha avuto tre figlie.
La formazione di base di Bauman è sicuramente marxista, ispirata alla teoria critica dei filosofi della Scuola di Francoforte e ad Antonio Gramsci. Tra gli anni ‘80 e gli anni ‘90 scrive una serie di libri sul tema della modernità in relazione alla burocrazia, alla razionalità organizzativa e alla esclusione sociale. Bauman mette in rilievo la centralità della modernità che, comunque, comincia a risultare ambivalente, come afferma nel libro Modernità e ambivalenza del 1991, cominciando a frequentare la filosofia postmoderna di Jacques Derrida. In questo testo egli utilizza la metafora dello straniero, dell’individuo che rifiuta il controllo razionale della società e che, quindi, è costantemente minacciato ed escluso dall’organizzazione economica e burocratica. Nel suo libro più famoso Modernità e olocausto del 1989, Bauman dà una lettura complessa del fenomeno dell’Olocausto considerato non solo il genocidio degli ebrei, ma il più grande esempio nella storia dell’umanità dell’esclusione del diverso, secondo una lettura abbastanza analoga a quella dello scrittore Giorgio Agamben. Da queste premesse, dagli anni ’90 in poi Bauman si confronta con le tematiche della postmodernità e del consumismo. L’escluso, lo straniero della precedente interpretazione è il consumatore che in un certo senso è costretto a consumare sempre di più e a non poterne fare a meno. Egli rinuncia alla sicurezza della sua vita a scapito della massima libertà di godimento e di consumo. Prende piede sempre di più il concetto di “modernità liquida” e non solida che egli elabora con un testo del 2000 proprio dal titolo Modernità liquida. Si tratta di un’analisi che focalizza il rapporto sempre più chiaro tra la governance del capitalismo globale finanziario e invisibile che è contro gli stati-nazione e l’impossibilità dell’individuo di difendersi da questo “mostro”, espresso bene dal Panopticon di Bentham e di Foucault e dalla distopia del testo 1984 di Orwell. L’individuo non è più cittadino ma è consumatore, incapace e impotente nel progettare la sua vita e la sua emancipazione nella contemporaneità. Questi problemi sono studiati e approfonditi in relazione alla complessità della società globale soprattutto in seguito alla affermazione del fondamentalismo islamico. L’individuo è sempre più inerme e legato ad “una vita di scarto” e non può costruire significativi valori sociali.