Comunicati stampa

L'Unibas alla Shell Eco-marathon Europe 2015

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Passione, innovazione e record per L’Unibas Racing Team:
il record di 349,3 km con un litro di benzina

La storia della partecipazione alla Eco Shell Marathon del prototipo “Potentia”

In principio fu la passione, per i motori e soprattutto per la ricerca e l’innovazione da applicare nella vita reale: poi la passione è stata “la benzina” principale dell’Unibas Racing Team, la “squadra” dell’Università della Basilicata che da cinque anni partecipa alla Shell Eco Marathon (la manifestazione che si è svolta in Olanda dal 21 al 24 maggio scorso, legata non alla velocità dei prototipi ma ai minori consumi di carburante), stabilendo nel 2015 un nuovo record, con 349,3 chilometri percorsi con un solo litro di benzina, e migliorando il primato del 2014 (219 km con un litro).
L'Unibas Racing Team – sponsorizzato dalla Bcc di Laurenzana e Nova Siri - è formato dagli studenti della Scuola di Ingegneria Meccanica dell'Università della Basilicata, guidato dal professor Enrico Nino e dal team manager Michele Nardozza. La prima partecipazione alle gare organizzate dalla Shell è quella del 2011, in Germania: i primi due anni sulle piste non portarono significativi risultati in termini di consumo, ma hanno rappresentato una straordinaria palestra per il team, che ha acquisito quell’esperienza che ha poi permesso di scrivere i record delle ultime due edizioni. Nel 2014 infatti “Potentia”, questo il nome del prototipo, è riuscita a concludere il circuito cittadino di Rotterdam, nonostante il motore non fosse in ottime condizioni, consumando 72.5 ml di benzina, percorrendo così i 219 km con un litro, montando un motore di un decespugliatore 35cc, modificato dai giovani ingegneri con l'installazione d’iniezione diretta del combustibile in camera di combustione, senza valvola a farfalla e con accensione elettronica. La trazione era posteriore, e l’elettronica era affidata a una centralina che controllava anche il sistema di accelerazione. Nell'edizione 2015, invece, “Potentia” ha gareggiato nella categoria Prototipi, consumando 46.4 ml di benzina, e forgiando così il record di 349.3 km con un litro. Al volante, in queste ultime edizioni, un pilota straordinario, Maria Teresa Scelzo, che ha portato “Potentia” all’ambito traguardo. Una scelta, quella della guida “in rosa” non solo dovuta alle capacità in pista, ma anche al minor peso del conducente, che influisce sul consumo di carburante. "Una ragazza impiastricciata di grasso di motore!?". A chi le chiede cosa l’ha spinta sei anni fa a compiere questa scelta, risponde: “La passione per lo studio di tutto ciò che è scienza applicata, la curiosità di capire i fenomeni che regolano la natura e la tecnologia, e la determinazione di intraprendere una sfida per sfatare obsoleti luoghi comuni”. Donne al volante? Sì, ma senza proseguire il banale proverbio: “Vivevo l'esperienza nuova alla guida del prototipo – racconta Maria Teresa – e riecheggiavano nella mia mente le parole del professore, ‘divertiti e vai piano’, sentivo le urla d’incoraggiamento dei miei amici a bordo pista, immaginavo i loro volti speranzosi, sentivo l'adrenalina del divertimento caratteristico del mio ruolo che molti di loro avrebbero voluto avere e la responsabilità di condurre ‘Potentia’”.
Il veicolo che si è messo in mostra a Rotterdam (accanto ad altri 203 team in gara sul circuito cittadino di Ahoy, provenienti da trenta paesi, di cui otto italiani da sei Università e Istituti tecnici, e l’Unibas è l’unica al Sud ad avervi preso parte), ha una forma aerodinamica ed è spinto da un motore a iniezione elettronica. La struttura è costituita da un telaio in tubi di alluminio saldati e da scocca in fibra di carbonio, con tre ruote di cui le due anteriori sterzanti. I mozzi ruota sono realizzati in “ergal” e carbonio e utilizzano cuscinetti a rotolamento ceramici. Per massimizzare la percorrenza chilometrica è stato adottato un propulsore commerciale con una cilindrata di soli 35 cc. Il propulsore è stato ampiamente modificato, con l’alimentazione a iniezione elettronica, l’accensione a controllo elettronico e l’avviamento elettrico con ruota libera. Innovazione, ricerca e passione che gli studenti, in molti casi, hanno poi trasferito nei colloqui di lavoro e nella loro esperienza professionale, dimostrando così un perfetto connubio tra teoria e pratica. “La Shell Eco Marathon – hanno spiegato i componenti del team - è stata, è, e sarà una grande opportunità di crescita, di mettere in pratica le conoscenze acquisite durante gli anni universitari, di cimentarsi con un mestiere che ci accingiamo a conquistare e a fare nostro. Ciò che ci ha spinto a portare il prototipo ‘Potentia’ a Rotterdam è la passione e soprattutto la voglia di dimostrare prima di tutto la validità delle nostre idee, dei nostri sforzi e sacrifici. Questo progetto permette al gruppo di confrontarsi con tanti altri giovani e tecnici del mestiere, di osservare nuovi modi di lavorare, nuove idee, conoscere nuove persone e mettersi alla prova con loro. È una sfida emozionante sentirsi parte di una manifestazione i cui concorrenti sono team di studenti provenienti dalle università di tutta Europa. La forza principale risiede nel team, nel sentirsi parte di un team, e di essere, prima che Ingeneri, prima che colleghi, soprattutto amici”.

L’UNIBAS RACING TEAM è costituito da dodici componenti, la maggior parte sono studenti laureandi in Ingegneria Meccanica Magistrale
• Prof. Enrico Nino;
• Michele Nardozza: Team Manager;
• Maria Teresa Scelzo: pilota;
• Vittoria Assunta Silvano: secondo pilota;
• Maria Faruoli: progettazione e realizzazione prototipo;
• Rocco Carlucci: progettazione e realizzazione prototipo;
• Francesco Petrone: progettazione e realizzazione prototipo;
• Michele Ferrara: progettazione e realizzazione prototipo;
• Cataldo Rocco Lopardo: progettazione e realizzazione prototipo;
• Gianvito Martino: progettazione e realizzazione prototipo;
• Valerio Guglielmi: progettazione e realizzazione prototipo;
• Luigi Corleto: progettazione e realizzazione prototipo;
 

 

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