Comunicati stampa

Unibas in onda su Tg2 nella rubrica "Sì Viaggiare"

La nota trasmissione “si viaggiare” di TG2 ha messo in onda un servizio sul bosco Pantano di Policoro e sul Progetto "L'Ultima foresta incantata” finanziato da Fondazione con il Sud.

Nel servizio andato in onda venerdi 9 aprile, i promotori Tonino Colucci - Oasi WWF, Maurizio Rosito - Capofila e il prof. Ripullone di Unibas – responsabile scientifico, hanno illustrato il progetto dell’Ultima Foresta Incantata, evidenziando l’inestimabile patrimonio della riserva Bosco Pantano, obiettivi e finalità, azioni messe in campo, risultati attesi e l’aspetto promozionale del bosco quale meta turistica.

Il bosco Pantano è una riserva naturale regionale istituita nel 1999e Sito della Rete Natura 2000, nella duplice veste di Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Zona di protezione speciale (ZPS). E’ considerato uno dei siti di maggiore interesse della costa ionica, a cui viene attribuito un valore eccezionale grazie alla sua elevata eterogeneità ambientale, per la presenza di una grande varietà di habitat (fluviali, marini, palustri, costieri sabbiosi, bosco igrofilo, cespuglietti, praterie), in grado di garantire la presenza di una ricca biodiversità vegetale ed animale. L’intensiva deforestazione, la bonifica e la successiva costruzione dell’invaso più grande d’Europa in terra battuta, che ostacola il normale flusso del Sinni limitando l’apporto di acqua, sommate all’estensione dei coltivi, sono fattori che hanno alterato nel tempo il normale equilibrio mettendo a forte rischio l’esistenza di questo fragile ecosistema.

Allo stato attuale l’area custodisce al suo interno, l’ultimo lembo di bosco planiziale dell’Italia meridionale e probabilmente uno dei pochissimi rimasti nel sud Europa.

Per salvare questo “unicum”, spiega il Prof. Ripullone sono in itinere una serie di attività che vedono il coinvolgimento di diversi gruppi di ricerca ed Enti istituzionali per raggiungere un duplice obiettivo. Da un lato attraverso studi, ricerche e monitoraggi si intende migliorare la conoscenza sui rischi e vulnerabilità all’interno dell’area SIC. Dall’altra, attraverso interventi idraulico-forestali, di ingegneria naturalistica e di rinaturalizzazione, si intende ricreare le condizioni ottimali di sviluppo per le specie vegetali e animali più minacciate e a rischio di estinzione.