Convegno SIAC Società Italiana di Antropologia Culturale
LE DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE IN UNA UNIVERSITÀ
CHE CAMBIA: RICERCA, DIDATTICA, TERZA MISSIONE
9, 10 e 11 maggio 2019
Università degli Studi della Basilicata
campus universitario - Via Lanera 20, Matera
Quali sono i principali ambiti di ricerca e insegnamento che lantropologia culturale oggi ricopre in Italia rispetto a quanto accade nel panorama internazionale? Come sono cambiati i suoi oggetti di studio, le tematiche, i metodi dindagine, le prospettive conoscitive, le disposizioni etiche, i ruoli e gli spazi che gli antropologi rivestono o potrebbero rivestire nelle università, nei musei, negli istituti di ricerca, nelle scuole? Quali sono i problemi occupazionali e le possibilità dinserimento della figura dellantropologo nelle istituzioni dedite alla ricerca e alla didattica e qual è il quadro degli studi antropologici nel nostro paese a livello delle pubblicazioni, delle riviste, dei progetti editoriali, come anche della valutazione della qualità scientifica e dei finanziamenti?
A fare il punto sullantropologia culturale italiana, particolarmente urgente specie nellattuale ridefinizione degli assetti universitari come dei saperi accademici e dei domini di ricerca, è il prossimo convegno che, non a caso, la Società Italiana di Antropologia ha scelto di organizzare in una delle realtà più studiate in ambito antropologico e attualmente capitale europea della cultura, Matera. Presso il campus dellUniversità degli Studi della Basilicata, dal 9 all11 maggio prossimi, studiosi e professori provenienti dai più diversi atenei italiani porteranno, a un uditorio che, ci si augura, non sia ristretto ai soli addetti ai lavori, dati, proposte, acquisizioni, esperienze didattiche e accademiche maturate nellambito de Le discipline demoetnoantropologiche in una università che cambia. Un convegno che, attraverso tre particolari tavoli di discussione, inviterà a concentrarsi sugli ambiti di attività che oggi definiscono il ruolo dellantropologia nellistituzione universitaria italiana: la ricerca, la didattica e la Terza Missione.
Il convegno sarà preceduto da alcuni eventi collaterali: mercoledì 8 maggio, linaugurazione delle mostre Acquasanta di Chiara Scardozzi e Altamura 1980 di Roberto Roda, etnografie fotografiche inserite nellambito del programma di Views 2019, e Suonagl! di Vincenzo Roda; giovedì 9 maggio, il seminario di studio Matera e altrove che, negli interventi di Enzo Spera, Dorothy Louise Zinn e Stefania Pontrandolfo, vedrà esprimersi tre generazioni di antropologi a confronto.
I lavori del convegno Le discipline demoetnoantropologiche in una università che cambia avranno inizio nel pomeriggio del 9 maggio e metteranno a fuoco lo strumentario teorico e metodologico che oggi serve a cogliere le grandi, continue trasformazioni e improvvise connessioni socioculturali che investono i contesti locali, nazionali e globali. Tra queste, ad esempio, quelle relative ai fenomeni migratori nei loro risvolti socioeconomici, politici, etici, come ai diversi processi di patrimonializzazione, di tutela e conservazione di beni materiali e immateriali in atto secondo dinamiche politico-economiche, ecologiche, giuridiche e museografiche tutte da esplorare. Una riflessione critica e autocritica sulle discipline demoetnoantropologiche che richiedono nuove sensibilità di conoscenza e professionalità, come lo studio e lincremento di nuovi percorsi di formazione alla ricerca (lauree magistrali, scuole di specializzazione, master, corsi di dottorato) o linsegnamento negli istituti secondari (si pensi alla recente introduzione dellantropologia culturale nei percorsi Fit, la formazione iniziale di tirocinio disposta per il mondo della scuola).
Da qui lurgente necessità dindividuare possibili, diverse, qualificanti attività di Terza Missione, tese a costruire forme dirette e dialettiche di interscambio tra gli insegnamenti scientifici e i diversi gruppi socioculturali cui essi si relazionano. Missione che lantropologia, oggi più che mai, avverte specie in virtù della vocazione etica e politica che ha spesso accompagnato i suoi specifici percorsi di conoscenza, come la sua nascita e storia disciplinare. Traducibili in attività quali mostre, spettacoli teatrali, concerti, film e documentari, laboratori sperimentali sulla narrazione, pubblicazioni divulgative, attività di formazione e consulenza, gli interessi di Terza Missione oggi, infatti, rappresentano uno sbocco fondamentale per far sì che, nelleterogeneità di provenienze ed esperienze, lapproccio demoetnoantropologico fornisca uno strumentario sempre più vivo e comune di relazione e costruzione socioculturale. Così, ad esempio, il convegno di Matera inviterà a riflettere sullindividuazione e diffusione di pratiche di ricerca etnografica fondate sullo scambio creativo, sulla cooperazione, in sintonia con arti, lingue e letterature; sulla costruzione compartecipata del patrimonio demoetnoantropologico per attività museali che riconoscano e favoriscano la comprensione delle diversità culturali, le forme di dialogo e condivisione nella società interculturale; sul sostegno di studiosi e attori locali per la diffusione dei saperi antropologici negli specifici ambiti intellettuali, educativi, sanitari e nelle politiche della migrazione; sul supporto a gruppi professionali e associazioni che operino in contesti che richiedano particolari preparazioni demoetnoantropologiche; sulla messa a disposizione dei saperi antropologici indispensabili per le politiche e giurisdizioni internazionali, per la cooperazione e lo sviluppo.
Con una lectio magistralis di Pietro Clemente dal titolo Novità dell'alba. Poesia e poetiche in antropologia e uno spettacolo teatrale del regista e attore Ulderico Pesce dedicato al sindaco contadino, infine, il convegno vuole ricordare limpegno intellettuale, filosofico, letterario e politico di Rocco Scotellaro che, delle tematiche dibattute, rappresenta uneccezionale e, per molti aspetti, ancora attuale anticipazione.
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Per eventuali contatti e informazioni rivolgersi al Comitato Organizzativo del convegno
inviando una comunicazione al seguente indirizzo e-mail: convegno.siac@gmail.com